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10. Campanelli d’allarme che indicano quando è necessario richiedere un aiuto psicologico

In alcuni periodi della vita è possibile sperimentare momenti di stress, ansia, sbalzi d’umore e altre forme di disagio emotivo.

Quando ciò accade, ognuno di noi attiva le proprie risorse personali, individuali e relazionali.

Talvolta queste bastano a farci recuperare il nostro equilibrio e benessere interiore, mentre altre volte abbiamo la sensazione di essere rimasti “bloccati” e di avere bisogno di un aiuto esterno professionale per riprendere il nostro normale percorso di vita.

Spesso si incontrano dei dubbi e delle resistenze a rivolgersi ad un professionista della salute mentale. A volte è l’idea che questa non sia un bisogno primario, o che almeno non lo sia se non in casi di estrema necessità. Altre volte è l’impegno di tempo o economico che comporterà, o quello emotivo legato alla paura di rivivere delle vecchie sofferenze, più o meno consapevoli.

Ci sono però dei campanelli d’allarme che dovrebbero spingerci a chiedere un aiuto psicoterapeutico:

  1. FREQUENTI SBALZI D’UMORE o EMOZIONI NEGATIVE INTENSE PER LA MAGGIOR PARTE DEL TEMPO: sperimentare ansia costante, rabbia, apatia, senso di solitudine, tristezza, ecc.;
  1. Avere spesso la sensazione di “ESSERE AL LIMITE” della sopportazione dei propri problemi, quasi sul punto di “esplodere” e voler mollare tutto;
  1. BASSA AUTOSTIMA: nutrire una scarsa fiducia in sé, senso di inadeguatezza in molti ambiti della propria esistenza, con conseguente tendenza ad AUTO-COLPEVOLIZZARSI;
  1. SENSO DI IMPOTENZA: sentirsi talmente sopraffatti dalle proprie emozioni negative da avere l’impressione di far fatica a mantenere il controllo sul proprio comportamento e la sensazione che i propri problemi non troveranno mai una soluzione;
  1. SOMATIZZAZIONI: sonno disturbato, alterazioni dell’appetito, difficoltà digestive, tensioni muscolari, calo della libido, ecc.;
  1. DIFFICOLTA’ RELAZIONALI: i problemi non sembrano migliorare nonostante l’aiuto di familiari ed amici, conflitti frequenti, difficoltà a comunicare con gli altri, con la costante sensazione di non riuscire a farsi capire e di non essere compresi;
  1. TENDENZA AL RITIRO E ALL’ISOLAMENTO SOCIALE: insolito frequente desiderio di stare da soli, fastidio e disagio provocato dall’essere circondati dagli altri;
  1. PERDITA DI INTERESSE verso ciò che normalmente coinvolge ed appassiona, con senso di svogliatezza ed apatia;
  1. PENSIERI DISFUNZIONALI: pensieri pessimistici persistenti, dai quali non si riesce a distogliere l’attenzione;
  1. DIFFICOLTA’ DI CONCENTRAZIONE: sulle attività importanti della vita quotidiana (lavorativa e familiare), che sembrano diventate molto più faticose.

Intraprendere un percorso psicologico non significa semplicemente fare una chiacchierata con un amico, né rivolgersi ad un esperto per ricevere consigli.

A differenza di quanto si pensi, rendersi conto di avere bisogno di un aiuto professionale non è una debolezza né una vulnerabilità, ma una grande manifestazione di forza interiore e responsabilità personale.

Firmato

Dr.ssa Elena Villa
Psicoterapeuta ad orientamento Focale Integrato

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